Annozero

14
Mag

La spasmodica necessità di performare ci allontana dall’essere.
Quello che ci circonda sicuramente ci aiuta poco, dal cinismo dilagante ad un periodo storico, di difficile comprensione. Nel percorso di BORDERMIND è stato possibile osservare come la civiltà umana è tale quando è capace di incontrarsi e confrontarsi. Solo in questo modo è possibile parlare di relazioni umane. Basti pensare a quanta socialità sia presente nei vicoli dei centri storici anziché nel migliore dei condomini.

Diventa possibile smussare spigolosità caratteriali, favorendo quell’interminabile processo di conoscenza di sé. Una vera e propria esperienza sensoriale che insegna le funzioni socioculturali come il vero significato di famiglia.

Perché quando manca il prezzemolo in cucina puoi sempre chiederlo alla vicina, favorendo uno scambio di gagliardetti che crea relazionalità, appartenenza. Diventa inoltre possibile sperimentare quella capacità di adattamento che riesce a valorizzare le diversità, potenziandone i punti di forza.

Con BORDERMIND, abbiamo preferito la vicinanza, provando a scardinare le ragnatele della società postmoderna. Naturalmente non siamo stati passivi, ma sicuramente fermi nell’idea di investire sul fattore umano, guardando oltre l’idea di risultato da ottenere senza relazione. Ci siamo allontanati dal tecnicismo freddo e scorbutico.

Ed è stata questa la chiave di svolta: scegliere mani da stringere per intavolare rapporti di fiducia, accogliere le richieste dei numerosi ragazzi incontrati per creare spazi riflessivi, costruire relazioni come se fossimo fratelli maggiori con l’auspicio di essere punti di riferimento nel proprio territorio.

Perché esistono fiori da valorizzare anche nel deserto più arido. Ed è possibile solamente quando ci si crede davvero. Abbiamo proposto idee semplici perché basta davvero poco per innamorarsi della propria terra.

Abbiamo rischiato per seguire un’unica corrente, perché è opportuno occuparsi e preoccuparsi di “lasciar qualcosa”. In questo modo possiamo creare umanità occupandoci contemporaneamente di manutenzione.

Rigenerare per noi significa proprio questo.

 

Dott. Giovanni Dipaola




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